Bonus Sicurezza 2026: come integrarlo in una ristrutturazione architettonica
- Laura di EmmePi Architettura

- 9 feb
- Tempo di lettura: 2 min

Il nuovo Bonus Sicurezza 2026: cosa prevede
Il Bonus Sicurezza 2026 è un’agevolazione fiscale che permette di detrarre dalle tasse (IRPEF) le spese sostenute per proteggere la propria casa da furti, intrusioni e atti illeciti.
Per l'anno 2026, la Legge di Bilancio ha introdotto una distinzione fondamentale basata sulla tipologia di immobile, stabilizzando un sistema a due aliquote.
1. Percentuali di detrazione e Massimali
A differenza degli anni passati, la percentuale non è più fissa per tutti, ma dipende dall'uso dell'immobile:
Abitazione Principale (Prima Casa): La detrazione è confermata al 50%.
Seconde Case e altri immobili: La detrazione scende al 36%.
Limite di spesa: Il tetto massimo su cui calcolare la detrazione è di 96.000 € per ogni unità immobiliare.
Ripartizione: Il rimborso avviene in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.
Nota per i redditi elevati: Se il tuo reddito complessivo supera i 75.000 €, il totale delle detrazioni che puoi richiedere ogni anno (sommando tutti i bonus) è soggetto a un nuovo tetto massimo, che si riduce ulteriormente se superi i 100.000 €.
2. Quali lavori sono ammessi?
Il bonus copre sia i sistemi di difesa "passiva" (ostacoli fisici) che "attiva" (tecnologia). Ecco i principali interventi:
Categoria | Esempi di interventi inclusi |
Sistemi Attivi | Impianti di allarme e antifurto, videosorveglianza (TVCC), videocitofoni, sensori di rilevamento e centraline. |
Sistemi Passivi | Porte blindate o rinforzate, grate e inferriate alle finestre, tapparelle metalliche con blocchi, vetri antisfondamento. |
Sicurezza Accessi | Sostituzione di serrature, installazione di lucchetti, catenacci, spioncini (anche digitali) e casseforti a muro. |
Recinzioni | Rafforzamento o installazione di cancellate e recinzioni murarie perimetrali. |
Sicurezza integrata nel progetto: oltre la funzione
L’errore più comune è aggiungere la sicurezza a posteriori — un allarme, una telecamera o una serratura “messa lì”. Ma la sicurezza può (e deve) dialogare con l’architettura.
Un portone blindato può diventare un elemento di design, coordinato con i materiali interni; un sistema di videosorveglianza può essere nascosto dietro dettagli architettonici o inserito in un sistema domotico che gestisce anche luci e temperatura. Le grate di sicurezza possono essere disegnate come elementi decorativi, o integrate nelle schermature solari.
Il risultato? Un ambiente più armonioso, dove tecnologia e progetto parlano la stessa lingua.
Come combinare il Bonus Sicurezza con altri incentivi
Il Bonus Sicurezza può essere sommato ad altri incentivi edilizi, ma è fondamentale distinguere tra la cumulabilità degli interventi e i limiti di spesa complessivi.
Essendo il Bonus Sicurezza una "sottocategoria" del Bonus Ristrutturazioni (art. 16-bis del TUIR), segue regole precise per quanto riguarda il cumulo.
Il Bonus Sicurezza condivide lo stesso "portafoglio" (massimale di spesa) con i lavori di ristrutturazione edilizia.
Massimale Unico: Il limite di 96.000 € per unità immobiliare è complessivo. Se spendi 10.000 € per l'allarme e 90.000 € per ristrutturare il bagno, potrai detrarre solo fino al tetto massimo di 96.000 €.
Nessun raddoppio: Se esegui sia lavori di sicurezza che di manutenzione straordinaria nello stesso anno, il limite non si somma.
La casa sicura, bella e accogliente
Una casa davvero sicura non è solo “protetta”: è un luogo che fa sentire tranquilli, che accoglie con armonia.Integrare la sicurezza in modo coerente significa progettare comfort, fiducia, benessere quotidiano.
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