Quando è il momento migliore per ristrutturare casa?
- Laura di EmmePi Architettura

- 2 ott 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Ristrutturare casa non è mai una decisione da prendere alla leggera. Oltre al budget e al tipo di lavori, la vera sfida è scegliere quando iniziare. Esiste un periodo migliore dell’anno? La risposta è: dipende.
In Italia ci sono fattori climatici, burocratici e organizzativi da considerare, ma anche aspetti molto pratici come la durata del cantiere e le chiusure estive delle imprese edili.

Primavera ed estate: i mesi preferiti per iniziare
La primavera e l’inizio dell’estate sono i periodi più scelti per avviare una ristrutturazione.
Clima favorevole: giornate più lunghe e meno pioggia facilitano i lavori, soprattutto se esterni.
Asciugatura ottimale dei materiali: intonaci, pitture e rivestimenti rendono meglio con temperature miti.
Famiglie in vacanza: molti proprietari preferiscono lasciare libera la casa ad agosto per far proseguire i lavori.
Attenzione però: in Italia, ad agosto la maggior parte delle imprese edili chiude per ferie. Questo significa che un cantiere avviato a giugno rischia di fermarsi per 3–4 settimane, per poi ripartire a settembre.
Autunno: un periodo strategico
Settembre e ottobre sono mesi molto adatti ai lavori:
Il clima è ancora stabile, perfetto per lavorazioni interne ed esterne.
Le imprese rientrano dalle ferie estive con nuove disponibilità.
È il momento ideale per programmare ristrutturazioni di durata medio-breve, così da completarle prima dell’inverno.
Molti scelgono di partire a inizio autunno proprio per avere la casa pronta entro Natale, senza dover affrontare cantieri nel cuore dell’inverno.
Inverno: meno comune, ma utile per lavori interni
Nei mesi più freddi i cantieri rallentano, ma non si fermano.
Ottimo momento per interventi interni (rifacimento bagni e cucine, pavimenti, tinteggiature, impianti).
Minore richiesta = più disponibilità delle imprese.
Possibili condizioni economiche più vantaggiose.
Non è però consigliato per grandi ristrutturazioni esterne, per via del clima sfavorevole e delle ore di luce ridotte.
La regola dei 3 mesi di preparazione
Un punto cruciale da non sottovalutare: per iniziare i lavori in una data precisa bisogna partire almeno 3 mesi prima con l’architetto.
Ecco perché:
Fase progettuale: confronti, soluzioni e scelte richiedono tempo.
Pratiche edilizie: CILA, SCIA o Permesso di Costruire vanno predisposti e depositati in Comune.
Scelta e acquisto materiali: pavimenti, infissi e rivestimenti hanno tempi di consegna che arrivano fino a 6–8 settimane.
Organizzazione dell’impresa: l’edile deve pianificare il cantiere, spesso incastrando più lavori.
Esempio: se vuoi che i lavori partano a settembre, il progetto deve essere avviato a giugno.
Quanto dura un cantiere?
Molti pensano che la ristrutturazione sia una questione di poche settimane, ma non è così.
Bagno: 2–4 settimane.
Cucina: 3–5 settimane.
Appartamento completo: dai 3 ai 6 mesi, a seconda della complessità.
Questo significa che se vuoi la casa pronta entro Natale, devi pianificare al massimo entro l’estate (tenendo conto delle chiusure di agosto).
Consigli pratici
Evita di programmare l’inizio di un grande cantiere a luglio, perché il blocco di agosto spezzerà i ritmi.
Per ristrutturazioni importanti, considera sempre un margine di tempo extra rispetto alle previsioni.
Parti con largo anticipo: il vero segreto è la pianificazione, non la stagione in sé.
Conclusione
Non esiste un mese “magico” per ristrutturare casa, ma ci sono periodi più adatti:
Primavera ed estate per grandi ristrutturazioni, tenendo conto della pausa di agosto.
Autunno per lavori di media entità e per avere la casa pronta in inverno.
Inverno per piccoli interventi interni o manutenzioni.
Ricorda: una ristrutturazione non parte quando entra l’impresa, ma quando inizi il progetto con l’architetto. Serve almeno un trimestre di anticipo per decidere, ottenere permessi e ordinare materiali. E se il cantiere dura mesi, la pianificazione diventa l’unico vero modo per trasformare i tempi tecnici in un risultato soddisfacente.





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